martedì 29 luglio 2014

Giorno 11

Ci siamo,ormai mancano ancora pochi chilometri e poi potremo dire di avercela fatta,riconoscere a noi stessi di aver portato a termine il Cammino.
La sveglia suona presto,così presto che siamo costretti a rivedere i nostri piani per il troppo buio.
Quando partiamo l'aria fresca del mattino galiziano ci risveglia nei primi chilometri che sono in discesa,dopo inizia una serie di continue salite e discese che mettono a dura prova le nostre gambe.
Andiamo avanti nonostante la stanchezza e l'affiorare di mille dolori fino ad oggi tenuti nascosti dalla voglia di andare avanti.
Pensavo che il fattore mentale potesse giocare un ruolo fondamentale in questa tappa permettendoci di non sentire la fatica ma per una volta é il corpo a sovrastare la mente e la fatica non solo si sente ma aumenta a ogni pedalata.
La tappa di oggi non attraversa molti paesini,rimaniamo quasi sempre immersi nel bosco "saltando" di quà e di là dalla strada nazionale di tanto in tanto.
I nostri compagni di viaggio sono i pilastrini a lato dei sentieri che scandiscono il diminuire dei chilometri e ad ogni pilastrino superato aumentano i pensieri. 
Si ripensa ai primi giorni...a Saint Jean quando la prima tappa di montagna ci aveva impauriti e fatti ricredere delle nostre possibilità,si pensa al caldo e sole chi ci hanno lentamente logorati nelle mesetas,al vento...compagno di viaggio ora piacevole per rinfrescare nei momenti di difficoltá ora odioso quando soffiando contrario alla marcia ci rallentava l'avanzata,si ripensa ai luoghi visti,alle persone incontrate e salutate sulla strada.
I pensieri corrono,forse più veloci di quanto riusciamo a far correre le nostre ruote sui chilometri che ci separano dalla meta.
Arriviamo ai -20km e qui incontriamo i "pellegrini della domenica" che scaricati dai numerosissimi autobus vogliono respirare l'aria del cammino percorrendo ne solamente gli ultimi chilometri senza immaginare che l'aria del cammino forse la si respira di più quando all'arrivo ne mancano ancora tanti di chilometri e bisogna trovare la forza di volontá di mettere uno dietro l'altro giorni di fatica e sudore.
Arranchiamo sino ai -6 quando un cartello ci indica un chilometro alla vetta del Monte de Gozo,questa sarà veramente l'ultima salita poi una breve discesa su asfalto che ci conduce alla Porta do Camino.
Ci siamo,mancano pochi metri ormai le emozioni si mescolano creando un mix tra commozione e felicitá,tra lacrime e sorriso.
Cerchiamo di mettere ordine scendendo dalla bici e percorrendo gli ultimi metri a piedi poi finalmente la cattedrale,un'abbraccio con il babbo che vale più di mille parole.
Ora di corsa ad ottenere la Compostela,il viaggio si è concluso ma forse Santiago non rappresenta l'arrivo,forse è il punto di partenza.

lunedì 28 luglio 2014

Giorno 10

Si dorme poco,forse per la troppa stanchezza accumulata ma molto probabilmente anche per l'emozione di essere a poche pedalate dalla meta.
Si parte presto e la Galizia ci accoglie con  una temperatura fresca,quasi fredda che ci obbliga a coprirci per bene.
Usciti da Triacastela decidiamo di affrontare la variante del Cammino che porta all'imponente monastero di Samos.
Dopo pochi chilometri di asfalto ci immergiamo in uno scenario incredibile...un bosco che sembra uscito dalla penna del miglior scrittore di romanzi cavallereschi.
Immersi tra le felci e le piante di eucalipto su sentieri ondulati che ci portano appena sopra il monastero illuminato dall'alba spagnola.
La visita è doverosa e poco dopo ripartiamo direzione Sarria.
Il cammino continua tra piccoli paesi e campagne a volte su strade di terra battuta a volte su lastricati resi scivolosi dall'umiditá galiziana e dalla polvere che è stata la nostra compagna di viaggio fin dalle prime pedalate.
Superata Sarria l'emozione aumenta,a breve si dovrebbe incontrate il pilastrino dei meno 100 chilometri a Santiago,dove foto e timbro(apposto al bar poco più avanti) sono quasi un rito.
Dopo Sarria incomincia la discesa verso Portomarin discesa che si rivela fatale per i miei freni che nell'impostare una curva mi abbandonano,un attimo di paura e poi la decisione di allungare la strada verso una rampa in salita.
Entriamo in Portomarin con una sola idea,trovare un meccanico per sistemare i freni,sfortunatamente l'unico indicato sulla guida non esiste più ma non ci perdiamo d'animo e al babbo viene un'idea che ci permetterá di continuare la tappa in sicurezza.
Scambio di pastiglie le mie anteriori per le sue in modo tale da avere un freno a testa funzionante e poter arrivare fino a Palas de Rei.
Dopo un'ora di riparazione con consulenza telefonica  ripartiamo e per fortuna il clima e il percorso sono clementi con noi permettendoci di pedalare nonostante l'orologio segni le 12:30.
Sono le 14:30 quando ci concediamo un panino e una birra,rigorosamente analcolica.
Il contachilometri segna 55km,ne mancano ancora 20 prima del riposoz
Ripartiamo rinfrancati dalla sosta e il sentiero abbandona la terra per l'asfalto di una strada secondaria che ci porta,dopo salite non troppo brevi e numerossisimi paesi attraversati alle porte di Palas de Rei.
L'ora è tarda,quasi le 16:30 e decidiamo di sostare qui per la notte abbandonando l'idea che ci aveva accompagnato fino a poco prima della rottura meccanica...una tirata unica fino a Santiago!
Troviamo alloggio all'hostal Casa Curro ma prima di buttarci sotto la doccia dobbiamo portare le bici ad aggiustare...troviamo un meccanico che vende motoseghe e tagliaerba,un po' intimoriti entriamo e gli chiediamo di darci una controllata ai freni.
Risponde di tornare dopo un'ora,tempo che noi sfruttiamo per lavarci e riposarci un pochino.
Andiamo a ritirare le bici e notiamo con piacere che il lavoro è stato fatto a regola d'arte e per la modica cifra di 10€.
Adesso siamo molto più tranquilli...a cena e poi subito in camera.
Sará ancora più difficile dormire questa notte ma bisogna provarci,domani ci aspetta Santiago! 👋

domenica 27 luglio 2014

Giorno 9

Si parte presto questa mattina e alle 7:10 siamo già in viaggio.
Usciamo dalla città e ci troviamo subito immersi in un susseguirsi di piccoli paesi e campi coltivati.
Procediamo su asfalto,nostro fedele compagno di viaggio per questa tappa,fino a Villafranca del Bierzo.
Poco prima di entrare in paese tuttavia non resistiamo alla tentazione ed affrontiamo un tratto di sterrato duro ma che ci ripaga con un incredibile paesaggio.
Stiamo per lasciare la Castilla y Leon per entrare nell'ultima regione attraversata dal Cammino,l'umida Galizia e ad evidenziarlo è soprattutto il paesaggio circostante.
Ci siamo lasciati alle spalle le pianure secche e aride per immergerci nel verde degli alberi galiziani.
Usciti da Villafranca del Bierzo riprendiamo la statale che,dopo averci condotto a Vega de Valcarce,inizia a salire direzione El Cebreiro.
La salita è lunga,fa caldo nonostante siano solo le 11,per fortuna i primi chilometri sono quasi interamente onbreggiati dagli alberi.
Più avanti,all'incirca dopo i primi 5km,gli alberi si diradano e il sole incomincia a filtrare rendendo ancora più dura la salita ma non sarà certo il caldo a fermarci.
Durante la salita abbiamo occasione di scambiare due parole con un altro ciclista irlandese volenteroso di arrivare a Santiago domani sera,gli mancano più di 170 km decidiamo di lasciarlo andare del suo passo e dopo pochi tornanti sparisce all'orizzonte.
Avanziamo testa bassa una pedalata dopo l'altra fino alla cima dove arriviamo stanchi ma felici,questa dovrebbe essere l'ultima grande fatica del Cammino anche se il condizionale resta d'obbligo.
Poniamo il timbro sulla credenziale e dopo aver brindato con due birre,rigorosamente analcoliche ci prepariamo per affrontare la discesa ma veniamo sorpresi,le salite non sono finite.
È vero non saranno lunghe come la salita al monastero del Cebreiro ma il sole e la calura estiva rendono ardua l'ascesa sia all'Alto di San Roque che al successivo Alto de Poio.
Da qui incomincia la vera discesa verso Triacastela,punto d'arrivo della tappa.
Non resistiamo più...l'asfalto ci ha logorato e decidiamo di buttarci nella discesa del Cammino tra i sassi e i pellegrini.
Poco prima dell'ingresso in paese passiamo davanti ad un castagno di circa 800,una scritta recita "Vecchio come il Cammino".
La foto e una sosta sono necessarie per ammirare la bellezza della natura che ha saputo resistere a tutto per così tanto tempo.
Risaliamo in sella e poco dopo siamo in paese dove troviamo alloggio all'albergue Villasante.
Ci riposiamo prima di cena e poi subito a nanna perchè domani la Galizia,coi suoi percorsi ricchi di su e giù ci obbliga ad una sveglia anticipata ma ormai tutto si affronta con il sorriso e la voglia di arrivare.

sabato 26 luglio 2014

Giorno 8

Ottavo giorno di bici,la fatica incomincia ad accumularsi e lo si nota dalle gambe pesanti fin dalle prime pedalate del mattino.
Tuttavia ad alleviare la fatica ci pensa la voglia di arrivare e la convinzione,che di giorno in giorno diventa sempre più grande di essere a pochi passi dalla meta finale.
Lasciamo l'abitato di Hospital de Orbigo che il sole deve ancora sorgere.
Ci dirigiamo verso Astorga tenendo l'asfato poco trafficato della N-120,il cammino corre parallelo alla strada su un sentiero sterrato che decidiamo di lasciare ai camminanti che lo affollano numerosi approfittando della frescura mattutina.
Arriviamo ad Astorga dopo un'ora di pedalata e troviamo la città ancora popolata dai giovani che nella notte hanno dato vita ad una festa romana.
Prima di lasciare la cittá ci facciamo apporre il sello sulla credenziale ed ammiriamo,seppur solo dall'esterno la chiesa e il palazzo di Gaudì.
La nostra marcia ricomincia per arrestarsi poco fuori Astorga dove poniamo un altro timbro.
Ora saliamo in sella con un'unica volontà: giungere a Raban del Camino,attacco della salita per la Cruz de Hierro,prima che il caldo diventi eccessivo.
Arrivati a Rabanal del Cammino abbiamo nelle gambe già due ore e mezza di bici,decidiamo di concederci una sosta per svestirci e prepararci alla salita.
Ripartiamo e,seguendo i numerosi consigli ricevuti dagli ospitalieri in questi giorni,abbandoniamo il percorso sterrato per proseguire fino alla sommità sull'asfalto.
All'uscita del paese un cartello indica 6km al prossimo abitato,quello di Foncebadón ove è situata la croce.
La paura e il rispetto che in questi giorni avevamo maturato per la salita svanisco dopo le prime pedale,le pendenze non sono mai eccessive e la salita offre ampi tratti in leggero falsopiano che permettono di riprendere fiato.
Sono ormai trascorsi 45 minuti di salita quando all'orizzonte intravediamo la croce,la fatica svanisce in un istante ed il cuore ci si riempie di gioia.
Voliamo,trasportati dall'euforia,l'ultimo chilometro e ci ritroviamo ai piedi della croce,qui l'emozione è talmente forte che ci scappa anche qualche lacrima.
Dopo la foto,obbligatoriamente con le bici,lasciamo anche noi i nostri pegni ai piedi della croce.
Prima di ripartire decidiamo di fermarci nel bar lì vicino dove consumiamo 4 birre analcoliche e un po' di pane e formaggio.
Adesso è il monento di risalire in sella e dopo qualche chilometro di saliscendi inizia la picchiata verso Molinaseca.
La strada scende con pendenze intorno al 26% tanto che i cartelli a bordo strada invitano i ciclisti a procedere con molta cautela.
Noi procediamo del nostro ritmo senza forzare e più volte ci troviamo a sorpassare il limite di velocità imposto alle automobili,50km/h.
A metà un discesa il filo del freno anteriore decide di abbandonarmi quasi del tutto,occorre porre massima attenzione!
Giungiamo a Molinaseca dove prima di immergerci nel fiume per trovare ristoro effettuiamo la riparazione più che necessaria.
Mancano 10km alla fine,Ponferrada è dietro l'angolo e decidiamo di raggiungerla subito,troviamo la camera e dopo un po' di riposo decidiamo di concederci una breve visita alla città,senza strafare,domani ci attende "la bestia" Cebreiro!

venerdì 25 luglio 2014

Giorno 7

Si lascia l'ostello che il sole ancora non ha fatto capolino dalle nuvole e ci si dirige  verso Mansilla de las Mulas attraverso una strada asfaltata con pochissimo traffico e che permette di pedalare con grande tranquillità.
Superata Mansilla de las Mulas ci dirigiamo verso Leon,cogliendo l'occasione di un distributore con lavaggio auto per dare una lavata alle bicilette che dopo 6 giorni di polvere,pietre,salite,discese e sole iniziano ad accusare la fatica.
Ci avviciniamo a Leon sperando di non ritrovare l'asfalto ed il traffico che avevano accompagnato il nostro ingresso a Burgos.
Veniamo piacevolmente sorpresi,un sentiero conduce fino a pochi chilometri dalla zona pedonale della città,qui decidiamo di scendere dalla bici per goderci al passo la città guardandoci attorno e approfittandone per una sosta. 
Abbiamo già percorso 53 km e ora abbiamo tempo per una veloce visita della Cattedrale.
Legate le bici ci avviamo e nonostante la credenziale che testimonia il nostro pellegrinaggio siamo costretti a pagare 5€ di biglietto,la cosa un pochino ci rovina la bella atmosfera di oapitalità e cordialità respirata fino ad ora.
Finita la visita ci dirigiamo prima nel chiostro per far apporre il timbro del nostro passaggio a Leon e poi al bar per rifocillarci.
Partiamo con destinazione un negozio di bici poco fuori Leon per alcune spese "impreviste" 😂.
Ripartiamo attrezzati alla volta della nostra destinazione finale: Hospital de Orbigo,37km da Leon.
Inizialmente seguiamo la carretera nacional ma non appena abbiamo la possibilità abbandoniamo l'asfalto per proseguire su sentieri polverosi che ci conducono a Chozas de Abajo,Villar de Mezarife ed infine a Orbigo.
Il GPS segna 94 km quando le ruote si fermano per l'ultima volta davanti  all'Hostel San Miguel dove otteniamo una camera da 4 solamente per noi due e alla modica cifra di 26€ colazione compresa.
Doccia e un po' di descando prima di andare a cena.
Prima di uscire incontriamo Bruno,un camminante della provincia di Novara che da anni fa il Cammino partendo sempre da punti diversi e seguendo percorsi diversi,quest'anno è partito da Arles per percorre l'intero Cammino Francese.
Vista l'esperienza gli chiediamo conforto per la tappa successivo e lui ci tranquillizza dicendo che se abbiamo superato Roncisvalle tutto il resto è una passeggiata ☺️.
Ceniamo e nel giorno di San Giacomo ci imbattiamo in quella che sembra essere una festa di paese ma siamo troppo stanchi per fermarci e dopo poco rientriamo in camera per la notte.


giovedì 24 luglio 2014

Giorno 6

Quando ci svegliamo è ancora buio e solo grazie ai lampioni e ai camminanti mattinieri riusciamo ad intravedere dove ci porterà il Cammino.
Alle 7:18 inizia la nostra giornata in bici,la tappa prevede un'iniziale discesa fino all'abitato di Castrojeritz che,vista l'ora,affrontiamo lentamente e ben coperti...l'aria mattutina è tutt'altro che calda.
Lasciato l'abitato di Castrojeritz ci attende l'unica salita di giornata che peró presenta una pendenza media del 12% con punte addirittura del 14%.
Il fondo in condizioni ottime e la freschezza di inizio mattina ci permettono di giungere in cima senza troppi patemi d'animo.
La prima sosta avviaene a Puente Fitero,dove è situato un hospital per soli camminanti gestito dalla confraternita jacobea italiana.
Dopo due chiacchere scambiate con la proprietaria ripartiamo alla volta di Carrion de los Condes.
La strada corre parallela ad una strada asfaltata secondiara poco trafficata e con un leggero andamento ondulatorio ci conduce alle 12 all'abitato di Carrion.
Percorsi 53km ci resta da decidere che fare e scegliamo di valutare a stomaco piene e ci fermiamo alla Cerveceria JM 
dove gustiamo due bocadillos e due cervezas sin alcool.
Rifocillati e decisi riprendiamo il cammino,dopo l'iniziale idea di proseguire fino a Terradillos de los Templarios abbiamo rivisto i nostri progetti decidendo di allungare di qualche chilometro fino a Sahagún.
La strada ce lo permette scorrendo per quasi tutto il pomeriggio in pianura e con un leggero vento alle spalle che ci favorisce nell'andatura.
Sono 96 i km segnati dalle nostre bici quando scorgiamo l'albergue Viatoris.
Entriamo per chiedere se hanno posto e subito ci si mostra la gentilezza del posto,ci viene offerto un bicchiere di acqua fresca che dopo una giornata al sole ci sembra essere la cosa migliore del mondo.
Dopo una buona doccia ci rimettiamo al lavoro per pianificare la tappa successiva prima di andare a cena.
Alle 7,è vero che in Spagna si mangia tardi ma ció non vale per i pellegrini,ci ritroviamo già a tavola e dopo un buon menù a 10€ ci godiamo qualche momento di relax sulla terrazza prima del descanso.

mercoledì 23 luglio 2014

Giorno 5

Freddo e nuvole basse,questo è il risveglio a Belorado.
Ci avviamo sul Cammino che per la prima  volta ci accoglie con una bella discesa quando forse avremmo bisogno di pedalare un pochino per riscaldarci.
Superato l'abitato di Villafranca Montes de Oca ci immergiamo in uno scenario spettacolare,il sentiero si arrampica nel fitto del bosco regalandoci emozioni difficili da descrivere.
La tappa di oggi prevede l'arrivo a Burgos attraverso la periferia,il Cammino costeggia e spesso coincide con la strada asfaltata per quello che è uno dei tratti più brutti vissuti fino ad ora.
Ci lasciamo Burgos alle spalle e veniamo accolti dalla tanto attesa pianura.
La strada,con un ottimo fondo si perde a vista d'occhio in mezzo ai campi,senza tuttavia risparmiarci qualche piccola ma intensa salita,rese ancora più dure dal sole che dopo le 11 ha fatto capolino iniziando a scaldare e che alle 15 è quasi insopportabile.
La pedalata prosegue e dopo aver superato Hornillos del Camino ci rimangono una decina di chilometri per giungere a destinazione,Hontanas un paese che conta solo 65 abitanti.
Ci arriviamo alle 16:30 fortemente provati dal caldo e da qualche piccolo contrattempo fisico.
All'albergue "El Puntido" riusciamo ad accaparrarci l'ultima stanza doppia con bagno in comune per 12.50 € a testa.
La doccia ci fa recuperare le forze per dirigerci a cena,ora pochi attimi di relax e poi dritti a nanna,la sveglia per domani è alle 6👍

martedì 22 luglio 2014

Giorno 4

Ore 8 si riparte da Navarrete dopo una colazione che definire spartana sarebbe un eufemismo...caffè,una fetta biscottata con marmellata e un bicchiere di succo😱.
Si parte alla volta di Azofra,importante per i camminanti perchè rappresenta l'ultima fonte di acqua per i successivi 12km.
Il Cammino finalmente assume la fisionomia di quello che ci eravamo immaginati dalle foto viste in rete...una strada larga con un buon fondo ci accompagna fino a Santo Domingo de la Calzada.
Durante il Cammino abbiamo occasione di rincontrare ciclisti incrociati nei giorni precedenti,proviamo a prestare aiuto ad uno di essi in difficoltà coi freni ma purtroppo ci troviamo nelle condizioni di doverci scusare e non poter fare nulla...pretendeva avessimo l'olio dei freni pur avendo noi i freni meccanici 😂.
Poco più avanti incontriamo una coppia e dopo avergli scattato una foto ricordo condividiamo qualche chilometro con loro scoprendo che lei è di origine tedesca cresciuta in Spagna e lui vive a Tenerife.
Giungiamo dunque a Santo Domingo de la Calzada dove decidiamo di concederci l'unico momento di riposo visitando la sua cattedrale.
Per le bici è predisposta una sala dove poterle riporre senza doversi preoccupare di legarle.
All'interno della cattedrale si possono ammirare i due galli 🐓🐓 vivi che sono portatori di un'antica leggenda.
Terminata la visita si riparte direzione "Hotel A Santiago",Belorado.
La strada cammina parallela alla nazionale N-120 che unisce Logrono e Burgos e non presenta particolari difficoltà nè tecniche nè fisiche.
Unici nemici di giornata si rivelano il sole che per la prima volta ci accompagna dalle 8:00 fino al momento del nostro arrivo e la polvere che si alza lungo il cammino.
Percorsi 61 km giungiamo a destinazione.
Ora non ci resta che riposarci gustando un'ottima paella e bevendo una cerveza...a domani 👋

lunedì 21 luglio 2014

Giorno 3

Come sempre alle 7:00 la sveglia suona e ci impone di lasciare i letti per rimetterci in cammino.
La colazione dell'albergue non è troppo abbondante e manca di cibi salati ma per il prezzo di 5€ è più che accettabile.
Usciti dall'ostello ci dirigiamo verso Irache ,ove è situata la Fuente del Vino che offre ai pellegrini un sorso di buona Rioja locale.
Nonostante l'ora 8:30 non resistiamo dall'assaggiarlo...non ve ne pentirete!
Riprendiamo il cammino che per noi oggi si estende lungo la carretera nacional n-111 in quanto a causa di imprevisti meccanici necessitiamo di arrivare a Logrono prima delle 13:00.
Non disdegnamo comunque una visita agli abitati di Villamayor de Monjárdin e di Los Arcos che meritano soprattutto per le loro chiese.
La nostra giornata prosegue sulla strada che con un continue salite e discese ci conduce a Viana e poi dritte per Logrono.
All'ingresso dell'abitato,sul ponte si trova l'ufficio del turismo dove tra le altre cose lavora una ragazza italiana gentilissima.
Ottenute le indicazioni necessarie per il meccanico che si trova in Avenida Navarra 8, ci dirigiamo lì  con la speranza di non trovarlo chiuso per la siesta pomeridiana.
Fortunatamente è aperto e ci accoglie con grandissima gentilizza e dopo la sostituzione di un raggio rotto il primo giorno,un controllo alle pastiglie dei freni e conseguente regolazione degli stessi e una lubrificata e pulita alle catene ci chiede solamente 5,30€.
A Logrono decidiamo di pranzare in quanto alla nostra destinazione mancano solamente una ventina di chilometri.
Pranziamo nella piazza principale a pochi passi dalla chiesa e per un primo,un secondo ed il dolce,bere compreso 10,50€.
Ripartiamo per Navarrete e rassicurati dalle riparazioni abbandoniamo l'asfalto per riconquistare le strade sterrate fino a destinazione.
Prendiamo una camera doppia con bagno in comune (i bagni sono due molto puliti e vicinissimi alla camera) all'arbergue El Cantabro spendendo 15€ a testa,per soli 3€ offrono la colazione.
Dopo una doccia e un po' di riposo ci dirigiamo a cena presso un'ostello nella via principale che funge anche da mensa.
Mangiamo e dopo una breve passeggiata di nuovo in camera,domani è vicino e dobbiamo riposare! 👋

domenica 20 luglio 2014

Giorno 2

La notte silenziosa nonostante fossimo in una grande città come Pamplona ci ha permesso di recuperare le forze.
La sveglia suona alle 7:00 e dopo una colazione abbondante ricomincia il nostro Cammino.
Le salite non sono terminate e ce ne rendiamo conto appena usciti da Pamplona,l'altimetria ci indica come punto più difficile l'Alto del Perdon,ove è situata la celeberrima scultura di bronzo raffigurante una caravona di pellegrini.
Dopo le foto di rito ma soprattutto dopo aver ripreso fiato da una salita di 6 km pedalabile ma senza punti di respiro ci buttiamo in discesa seguendo il cammino.
La discesa è veramente brutta con sassi e scalini che fanno imbizzarire le bici,è consigliato una volta giunti in cima seguire la strada asfaltata a destra per ricongiugersi con il cammino nel fondovalle nei pressi di Uterga.
Giunti nel fondovalle ci dirigiamo con una buona andatura verso Puente de la Reina dove ci concediamo il piatto del pellegrino.
Ripartiamo subito direzione Estella,la salita verso il paesino di Cirauqui è molto pedalabile fino all'ultimo tratto,pochi metri ma quasi verticali 😱.
Giunti nel paese,famoso per il ponte romano,un signore ci consiglia di non proseguire per il cammino indicato dalle frecce ma di seguire l'asfalto fino a rincontrare il cammino in quanto in quel punto il passaggio in bici è impossibile.
Superato il ponte e l'ultimo paese prima di Estella siamo finalmente a destinazione molto provati anche oggi.
Ci rifugiamo nel Hostel Juvenil de Oncineda situato poco fuori il centro abitato e visibile dalle indicazioni che si trovano sull via del Cammino.
Una doccia e poi la fame...ci dirigiamo verso il centro e decidiamo di cenare con il menù del pellegrino al Bar Roma.
Consigliatissimo sia per il prezzo,veramente contenuto circa 11€ a testa ma soprattutto per la quantità e la qualità oltre che per la gentilezza dei gestori che a fine pasto ci offrono un dolce aggiuntivo 👍.
Anche questa giornata è terminata ora il meritato riposo e poi via di nuovo sul Camino.

sabato 19 luglio 2014

Giorno 1

Finalmente inizia ufficialmente il nostro cammino verso Santiago.
L'emozione e la voglia di partire non ci permettono nemmeno di far suonare la sveglia e alle 6 siamo già alzati,dopo la colazione e le ultime sistemazioni partiamo direzione Porta di Spagna da dove inizierà tutto. 
Appena usciti dall'abitato di Saint Jean il cammino ci dà subito il benvenuto con una bella salita asfaltata con una pendenza di tutto riguardo.
Il primo tratto non concede respiro poi finalmente scorgiamo nelle nuvole molto basse,che ci accompagneranno fino al valicamento del Col du Leopordet,scorgiamo un rifugio...sosta obbligata per riprendere fiato dopo i primi 4 km.
Decidiamo dunque di prendere la salita con filosofia,ponendoci obiettivi ogni 4/5 km dove effettuare una sosta per prendere fiato e goderci il paessaggio meraviglioso. 
Passato il rifugio Orisson (ultimo rifugio fino a Roncisvalle) la salita diventa più pedalabile e i tornanti crescono permettendoci di respirare.
Dopo 8 km finisce l'asfalto ed inizia il tratto sterrato che ci condurrà al colle.
Valichiamo non senza fatica il colle e ci lasciamo guidare dalla discesa fino alla collegiata di Roncisvalle dove oltre ad appore il timbro sulla nostra compostela decidiamo di mangiare un boccone.
Dopo un'ora di sosta alle 14 il nostro cammino riprende direzione Pamplona.
Ingannati dalla carta che di trova facilmente anche in rete,ci convinciamo che il peggio sia alle spalle ed invece...salite brevi ma dure e con fondo sconnesso,discese ripide costellate di gradini,salti e grosse pietre che ci logorano pian piano.
Si procede ad una media di 10km/h...e doveva essere discesa 😒.
Finalmente usciamo dai boschi e dopo aver bevuto ed esserci rifocillati ci troviamo ad 11km da Pamplona.
Affaticati decidiamo di giungere a Pamplona seguendo la carretera nacional fino all'ostello consigliatoci da amici già stati sul cammino.
Qui una doccia calda ci fa riprendere un po' di forze e dopo una cena in centro ci ritiriamo speranzosi di recuperare con un bel sonno profondo.

venerdì 18 luglio 2014

Giorno 0



L'attesa è finita,non resta che salire in macchina allacciare e cinture e lanciarci in questa nuova avventura.
Il nostro cammino inizia di buon'ora...quando la sveglia suona sono le 5:00 del mattino,giusto il tempo di una colazione frugale e via in autostrada direzione Saint Jean Pied-de-Port...1110km,un viaggio nel viaggio.
Il viaggio è stato ben pianificato dal babbo,soste all'incirca ogni 250km per sgranchire le gambe,le prime ore passano rilassate sarà per l'euforia o per la freschezza mentale e fisica.
Alle 7 e qualche minuto varchiamo il confine italofrancese...è solo l'inizio.
Tutto procede rilassato e poco prima delle 14 decidiamo di concederci un pranzo: due insalate miste,un po' d'acqua e un tortino di mele condiviso (giusto per entrare nello spirito del cammino XD).
Si riparte e i navigatore segna 350 km rimanenti,la stanchezza incomincia  farsi sentire.
Proseguiamo fino ad abbandonare l'autostrada,tutta la stanchezza che sentivamo poco prima sembra magicamente svanire alla vista,dopo pochi chilometri di provinciale,dei primi pellegrini in bici diretti molto probabilmente anche loro a Saint Jean.
L'emozione ci fa divorare l'ultima ottantina di chilometri e alle 17:30 arriviamo a destinazione,si smontano le bici e la voglia di partire immediatamente  sarebbe molta ma il caldo afoso e la stanchezza accumulata in viaggio ci riportano subito coi piedi per terra.
Optiamo per una doccia e un giro del paese per prendere confidenza.
Il nostro cammino inizia domani ora non ci resta che riposare (sperando che l'emozione e la voglia di fare ce lo permettano).