sabato 26 luglio 2014

Giorno 8

Ottavo giorno di bici,la fatica incomincia ad accumularsi e lo si nota dalle gambe pesanti fin dalle prime pedalate del mattino.
Tuttavia ad alleviare la fatica ci pensa la voglia di arrivare e la convinzione,che di giorno in giorno diventa sempre più grande di essere a pochi passi dalla meta finale.
Lasciamo l'abitato di Hospital de Orbigo che il sole deve ancora sorgere.
Ci dirigiamo verso Astorga tenendo l'asfato poco trafficato della N-120,il cammino corre parallelo alla strada su un sentiero sterrato che decidiamo di lasciare ai camminanti che lo affollano numerosi approfittando della frescura mattutina.
Arriviamo ad Astorga dopo un'ora di pedalata e troviamo la città ancora popolata dai giovani che nella notte hanno dato vita ad una festa romana.
Prima di lasciare la cittá ci facciamo apporre il sello sulla credenziale ed ammiriamo,seppur solo dall'esterno la chiesa e il palazzo di Gaudì.
La nostra marcia ricomincia per arrestarsi poco fuori Astorga dove poniamo un altro timbro.
Ora saliamo in sella con un'unica volontà: giungere a Raban del Camino,attacco della salita per la Cruz de Hierro,prima che il caldo diventi eccessivo.
Arrivati a Rabanal del Cammino abbiamo nelle gambe già due ore e mezza di bici,decidiamo di concederci una sosta per svestirci e prepararci alla salita.
Ripartiamo e,seguendo i numerosi consigli ricevuti dagli ospitalieri in questi giorni,abbandoniamo il percorso sterrato per proseguire fino alla sommità sull'asfalto.
All'uscita del paese un cartello indica 6km al prossimo abitato,quello di Foncebadón ove è situata la croce.
La paura e il rispetto che in questi giorni avevamo maturato per la salita svanisco dopo le prime pedale,le pendenze non sono mai eccessive e la salita offre ampi tratti in leggero falsopiano che permettono di riprendere fiato.
Sono ormai trascorsi 45 minuti di salita quando all'orizzonte intravediamo la croce,la fatica svanisce in un istante ed il cuore ci si riempie di gioia.
Voliamo,trasportati dall'euforia,l'ultimo chilometro e ci ritroviamo ai piedi della croce,qui l'emozione è talmente forte che ci scappa anche qualche lacrima.
Dopo la foto,obbligatoriamente con le bici,lasciamo anche noi i nostri pegni ai piedi della croce.
Prima di ripartire decidiamo di fermarci nel bar lì vicino dove consumiamo 4 birre analcoliche e un po' di pane e formaggio.
Adesso è il monento di risalire in sella e dopo qualche chilometro di saliscendi inizia la picchiata verso Molinaseca.
La strada scende con pendenze intorno al 26% tanto che i cartelli a bordo strada invitano i ciclisti a procedere con molta cautela.
Noi procediamo del nostro ritmo senza forzare e più volte ci troviamo a sorpassare il limite di velocità imposto alle automobili,50km/h.
A metà un discesa il filo del freno anteriore decide di abbandonarmi quasi del tutto,occorre porre massima attenzione!
Giungiamo a Molinaseca dove prima di immergerci nel fiume per trovare ristoro effettuiamo la riparazione più che necessaria.
Mancano 10km alla fine,Ponferrada è dietro l'angolo e decidiamo di raggiungerla subito,troviamo la camera e dopo un po' di riposo decidiamo di concederci una breve visita alla città,senza strafare,domani ci attende "la bestia" Cebreiro!

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